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La vita e un casino

La vita e un casino

Era un gran casino. La gente si aggrappava ciecamente a tutto quello che trovava: La gente doveva trovare qualcosa da fare mentre aspettava di morire. Era bello avere una scelta. Io l'avevo fatta da un pezzo, la mia scelta. Alzai la bottiglia di vodka e la bevvi liscia. I russi sapevano il fatto loro. Io invece ho scelto di correre, ma veloce, per un gusto appreso da ragazzo, quando sfidavo le motorette sui 50 metri, e che non mi è mai passato.

Il che non dovrebbe meravigliare, se ho ragione quando sostengo che i migliori cervelli di Wall Street sono in verità orientati a tutt'altri obiettivi. Perché niente va per il verso giusto e tutto è un casino e nessuno ama restare da solo Non è avvenuto all'improvviso, Napoli non si rivela immediatamente: Sono arrivato via mare, un mattino di settembre, ed essa mi ha accolto da lontano con dei bagliori scialbi; ho passeggiato tutto il giorno lungo le sue strade diritte e larghe, la Via Umberto, la Via Garibaldi e non ho saputo scorgere, dietro i belletti, le piaghe sospette che esse si portano ai fianchi. Verso sera ero capitato alla terrazza del caffè Gambrinus, davanti a una granita che guardavo malinconicamente mentre si scioglieva nella sua coppa di smalto.

Ero piuttosto scoraggiato, non avevo afferrato a volo che piccoli fatti multicolori, dei coriandoli. Mi domandavo: Napoli esiste?. Quando si inizia a spiegare un quadro, spesso esco dalla stanza di museo. Mi ha fatto vedere sul cellulare alcune suo opere e parecchie mi sono piaciute, specialmente quelle del tutto astratte. Mi sono accorto che su molti sui quadri in un angolo in alto si trova un cerchio, qualche volta interpretabile come il sole, e qualche volta uno direbbe che sia la luna. Si trova qui per bilanciare lo spazio del quadro. Grande Renato. Niente ipocrisia e grandezza che spesso trova tra gli artisti, poco artistici.

Le persone grandi sono umili e lo stesso vale anche per il mio amico pittore. Dopo quel viaggio ci siamo trovati una volta a Roma per partecipare insieme ad un concerto e goderci del nostro stare insieme. Per il resto non comunichiamo perché io non ho un cellulare. Visto che i nostri gusti sulle bevande alcoliche, sulle donne e anche sulle tele riempite con i colori sono simili, ho deciso di verificare che in questo insieme rientrano anche quelli letterari. Se ho voglia di leggere qualcosa, e ancora meglio, se conosco il libro in particolare, al resto ci pensa mia moglie. Siamo su un poco meno di pagine, scritte con i caratteri troppo piccoli. Alla mia età, le mie mani si sono accorciate e non riesco ad allungarle a sufficienza per leggere senza occhiali.

Ma in un mese sono riuscito a raggiungere la fine e finalmente conoscere un nuovo scrittore. Di cosa si tratta, di cosa parla il romanzo. Lui frequenta molti personaggi che hanno da fare con la storia, si beve tanti drink nei bar locali raccogliendo delle informazioni e ogni tanto anche spara dalla sua pistola di grande calibro, non prevista dalla dotazione ufficiale, ma a lui tanto cara. Il cibo, i rapporti personali, la corruzione, lo sfruttamento delle classi basse, la passione verso le donne, anche quelle a pagamento, sono soltanto alcuni contenuti affrontati in un modo molto intelligente, e contemporaneamente leggero e saggio.

Le battute sono numerosissime. Mi è rimasta quella dove uno dei personaggi spiega che nella società di oggi niente si fa più manualmente, ma tutto si produce in modo meccanizzato, tranne i sigari cubani e le seghe. Dopo specifica che entrambe le cose gli sono state vietata da sua moglie. La storia fila liscio e gli eventi hanno suo logica. Ogni tanto cambia anche il modo di raccontare, passando dalla terza alla prima persona, generando il dinamismo del racconto. Renato, grazie per questa dritta. Ho già ordinato un altro romanzo dello stesso scrittore. Il sole è alto e la temperatura sale alle stelle.

Entra lentamente in banca. Dopo 5 minuti esce fuori correndo, slega il cavallo, con un salto si butta sulla sua groppa e parte in galoppo lasciando dietro di sé una nube di polvere. Subito dopo dalla banca esce il direttore e si mette ad urlare: Hanno rapinato la banca! Un attimo dopo la strada si riempia della gente che esce fuori dalle case per vedere cosa è successo. Non è il primo evento del genere che capita nel paese. Il carico li rallenterà ma in questo modo avranno più autonomia. Dopo due giorni riescono a raggiungere il ladro che si è arroccato dietro una pietra. Dopo una breve sparatoria, il fuorilegge è rimasto senza munizione e ha deciso di arrenderci.

Si trattava di una somma abbastanza grande per quei tempi; si poteva comprare una bella fattoria con tanta terra intorno. Lo sceriffo gli chiede di scoprire dove il fuorilegge ha nascosto le due sacche con denaro e di minaccialo, se non vuole collaborare, con la morte. Il traduttore si rivolge al ladro: Ti ricordi quella piccola casetta in legno con mezzo tetto ceduto? E i soldi, dove sono nascosti? Da quella porta, perpendicolarmente al muro, bisogna contare 25 passi e le due sacche con il denaro sono interrate là. Bisogna scavare per circa due piedi. A questo punto, il traduttore si gira verso lo sceriffo e gli dice: Un uomo è venuto a sapere che sua moglie e la sua amante andranno a frequentare lo stesso congresso.

Si sentiva molto male per paura che potrebbero conoscersi e che la sua storia potrebbe essere scoperta. Finito il congresso, decide di scoprire come sono andate le cose. Chiede a moglie di fargli vedere le foto che ha fatto durante il congresso. Sfoglia e guarda bene. Su una foto di gruppo ci sono entrambe, una vicina ad altra. Tutte le sere beveva e flirtava con i maschi; un orrore. Anche qui una foto simile a quella che aveva la moglie. È venuta al congresso con marito e per due giorni non uscivano dalla stanza. Durante la pausa pranzo, un poliziotto si lamenta con un collega che è sfortunato nella vita: Che fortuna!

Un giornalista televisivo intervista un passante. Le posso fare delle domande. Alcuni definiscono il mio mestiere come spacciatore, ma mi piace di più la sua definizione. Una famiglia in un ristorante. Dopo il pranzo è rimasta roba sui piatti. Il padre, di origine genovese, non vuole buttare niente e chiede al cameriere: I bimbi: Avremo un cane. Posso portarti fuori a cena? Che ne dici? Pensi che mi interessa come eri da bambino? Tizio, innervosito, ha perso la speranza e prova a cambiare la strategia. Un medico si rivolge ad un paziente.

Un gruppo di amici sono andati in un paese vicino a Pescara per la caccia. Hanno prenotato le camere doppie, ma qui è uscito un problema. Nessuno voleva dormire con Marco che russava in un modo insopportabile. Dopo la prima notte, il primo compagno della stanza scende per la colazione con gli occhi quasi chiusi, muovendo si lentamente. Altri chiedevano cosa è successo. Sedevo sul bordo del letto e lo guardavo incredulo.

La terza notte tocca a Pierino a dormire con Marco. La mattina seguente scende dalle scale bello, fresco, fischiettando. Gli altri lo guardano e non riescono a credere. Raccontaci tutto. Ho dormito proprio bene. Dunque ci siamo preparati per dormire. Lui si è sdraiato e io mi sono avvicinato da dietro. Dopo, per tutta la notte è rimasto seduto sul letto a guardarmi. Un giorno Jessica torna da scuola e grida dalla porta: Oggi studiavamo i numeri e tutti i bambini sapevano contare soltanto da 1 a 5, mentre io sapevo contare fino a dieci.

Il giorno dopo, una scena molto simile: Sono un fenomeno. Oggi imparavamo le lettere e tutti arrivavano fino ad E, ma io sono arrivata fino a G. Il giorno seguente: Due bionde: Se non si sta attenti lassù lentamente entrare nella macchina guidata dai soldi. Devo ammettere che in certi momenti il denaro mi influenzava come una droga. Non importa quanto velocemente si accumulavano, ma sembrava che se ne andavano via almeno due volte più veloce. Credetemi, tale ritmo della spesa non è facile a sopportare.

Nella banca ho avuto un accesso continuo ai milioni. Ogni volta quando ne avevo bisogno, mi sono servito con quei soldi. Ero il responsabile di tutto e pertanto a nessuno è venuto in mente di sottopormi ai controlli. Mi dispiaceva di vederli in strada con uno stipendio quattro volte più basso rispetto a quello che prendono qui. I loro ringraziamenti sentivo tutti i giorni. Erano i miei uomini che non pensavano molto e non ponevano troppe domande superflue. Proprio come quelli che mi servivano in quella posizione. Ho fatto affidamento sulle persone che ho aiutato molto nella vita. Pazientemente sono in attesa di sentire il commentatori nella mia testa quando pronuncerà le parole: Devo dire che non volevo mai male a nessuno, ma vivo per quel momento in cui tutti capiranno che avevano torto e che mi hanno abbandonato in modo prematuro.

Anche se penso che saranno dispiaciuto di non avermi sostenuto perché sempre potevano contare sul mio aiuto e la mia comprensione. Mi scuso ancora una volta: Ogni volta che qualcuno chiede, dicono: E poi tutti ti condannano molto di più di quello che effettivamente meriti. Ho una propria filosofia su questi fatti. Quindi quello che stavo cercando era di salire più possibile in cima della classifica dei bravi ragazzi. In ogni caso, molto raramente, o quasi mai ho sentito nessuno dire nulla di male su di me. E questo faceva star bene. Ma il problema è che ora il loro atteggiamento negativo nei miei confronti, in linea di massima non mi importa per niente. Quindi, questo è quello che ho fatto.

Per tutti loro è stata una catastrofe, e in ogni momento della giornata qualcuno mi sparla. E io me ne frego! Alla fine del giugno, circa 3 mesi fa, sono stato per un week-end in Croazia, a Rijeka una volta la città era nostra e si chiamava Fiume. La minoranza italiana là è ancora presente e ci sono certi quartieri dove in un qualsiasi negozio puoi comunicare in italiano. Quel sabato era una bella giornata di sole. Sulla prima pagina la notizia sui profughi con un titolo molto grande.

Si parlava dei Siriani, Afghani ed Africani, dai vari paesi. Ma come mai, mi chiedevo? Ma vengono anche via terra? E guardando i numeri, mi sembravano molto più elevati rispetto a quelli nostri. Sono tornato a casa, guardo il giornale — niente. Non è che la cosa è successa ieri, ma, pensavo cercando una potenziale scusa per i nostri media, non tanti giorni fa. Quella diretta era che il parlamento ungherese ha deciso di costruire un muro sulla confine con la Serbia. Questa è già notizia che non puoi non rivelare. E si sa: Con questa informazione non poteva non rivelarsi la ragione per la quale si eleva il muro: Da noi sono migliaia, molti di meno, ma sono i nostri e chi se ne frega degli altri.

Notate che da allora il baricentro della notizia si è spostato del tutto verso i Balcani. A volte ci sono dei giorni quando non si danno nemmeno le notizie sugli sbarchi sulle nostre coste. Ma come mai? Sono poco professionali i nostri giornalisti, sono manipolati dai nostri poteri forti e siamo semplicemente egoisti e ci sbattiamo per le cose che non ci riguardano direttamente? Non riesco a trovare una spiegazione plausibile, ma il fatto che del mondo noi sappiamo molto poco non si discute. Tutti i media mondiali hanno diffuso la notizia, ma da noi niente.

Ma torniamo ai profughi. Ci sono semplici statistiche che fanno vedere che una enorme maggioranza sono i maschi tra 20 e 35 anni. Poche donne e bambini, pochissimi vecchi. E quando chiama alle armi, ha tutti i diritti legali, costituzionali ed internazionali, di farlo. Perché povera gente, potrebbe morire o essere ferita nella guerra. Ma nella guerra queste cose succedono. La zona centrale di Milano. Un signore milanese entra in un ristorante fine, molto intimo, di quelli di una volta.

Appende il capotto su un attaccapanni e si siede in un angolo da dove aveva una visuale perfetta sul locale. Sfoglia il menu con le pietanze di giorno e, al posto di un piatto di pasta o risotto di sera stava attento con le calorie ordina una zuppa e per il secondo una cotoletta alla milanese. Per bere ordina un bicchiere di vino bianco. Il signore subito richiama il cameriere.

In un modo molto gentile ed educato gli dice: Le cambi subito la zuppa. Guarda attorno il piatto e chiede: Due serpenti camminano per un campo pieno di fiori. Un toro e un leone sono seduti in un bar. Scolano la terza bottiglia di birra quando il cellulare del lene inizia a suonare. Lui risponde. Stai sempre in quel bar ad ubriacarti. Torna subito a casa. Pago e arrivo. Il leone paga il conto e saluta il toro, che gli dice: La volpe affamata passeggia per un bosco. Salta dentro il cespuglio e anziché un gallo trova un orso. Da quando mi sono sforzato ad imparare tutte quelle lingue straniere, si scopa alla grande. La stessa frase si usa anche nel caso di neve, della nebbia, quando soffia il vento, praticamente in tutte le occasioni tranne nei giorni solari.

Il sole è la sorgente della vita ed è sempre bello vederlo, cioè essere illuminati da esso, anche se fa troppo caldo. Per me il brutto tempo, riferendosi agli eventi atmosferici, non esiste e non è mai esistito. Mi ricordo che la mia madre mi raccontava una fiaba sui due scoiatoli. Mi è piaciuta tanto ed è una delle poche che mi ricordo anche oggi. Già in quei tempi, quando fuori pioveva o soffiava un forte vento, io entravo in una tana mia è mi sentivo come quelli due animaletti: La verità è che quando piove ed uno sta fuori, si bagna. Dopo ti metti accanto alla finestra e ti godi le gocce che vengono, percorrendo una lunga strada, dritto dal cielo, molto dense oppure sporadiche.

La vita è un casino, è piena di contraddizioni

succede così, che a volte così a caso ti penso e mi torni in mente, mentre cerco di vivere e perdere tempo, il tuo ricordo è un po' confuso ma c'è e succede che. Si passa dalle barzellette ai misteri, mi ha chiesto un mio collega quando ha visto il titolo. Sì e no, era la mia risposta. Il titolo è di un romanzo scritto da Francisco. Non so perché la mia vita è perennemente in casino, perché è sempre stata complicata, caotica, ingarbugliata, illogica. Ho l'impressione che gli altri conducano. La vita di Alda Merini è stata unica e inimitabile. Presentiamo una raccolta di immagini dal WEB con aforismi, frasi e citazioni più belle di Alda Merini: Ritina80 . Una raccolta di frasi e citazioni sul tema casino. Argomenti correlati Vivo come in una gravidanza infinita, come se fossi un feto per tutta la vita.“ — Jovanotti. Eccoci, ho quasi 30 anni, una vita degna di un romanzo, ma un romanzo tipo promessi sposi o storie epiche senza fine per farla breve ho. La vita è un casino, lo sanno tutti vorrei solo fare a metà con te.”.

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